Tutto il materiale presente in questo articolo è coperto da Copyright Gazzetta.it a norma dell'art. 70 Legge 22 aprile 1941 n. 633.
Le immagini presenti non sono salvate in locale ma sono Copyright del sito che le ospita.
Le immagini presenti non sono salvate in locale ma sono Copyright del sito che le ospita.
Motori
F1 in Messico, i segreti della pista Hermanos Rodriguez
Per il quinto anno di fila, una settimana dopo il GP Usa va in scena il GP Città del Messico: sono 25 i GP disputati all’Autódromo Hermanos Rodriguez – il cui nome è un omaggio ai piloti locali Ricardo e Pedro Rodriguez – ma i primi 20 erano battezzati come GP Messico. La pista da 4.304 metri di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 4 pur avendo solo 7 frenate al giro per poco meno di 16 secondi complessivi. Tre delle frenate sono della categoria Hard, una è Medium e 3 Light. Le decelerazioni a cui sono soggetti i piloti sono però tutte inferiori ai 3,7 g. Dalle simulazioni effettuate la curva più dura dell’Autódromo Hermanos Rodríguez per l’impianto frenante è la prima: le monoposto vi arrivano a 340 km/h e scendono a 114 km/h in 3,51 secondi durante i quali percorrono 193 metri. Lo sforzo richiesto ai piloti è di 3,6 g e il carico che esercitano sul pedale del freno è di 107 kg, mentre la potenza frenante è di 1.668 kW.




