Le immagini presenti non sono salvate in locale ma sono Copyright del sito che le ospita.
Daniele Toscano (esperto innovazione): “Mentre discutiamo di quanti metri debbano separare un punto vendita da un altro, continuo a chiedermi che cosa venderemo nel settore del gioco pubblico tra cinque anni”
Dal bando per la gara del gioco fisico al Decreto Dignità, passando per l’ingresso della IA nel comparto del gioco pubblico, tanti gli argomenti trattati da Daniele Toscano, esperto di innovazione sia per il settore del gioco a distanza sia per l’editoria digitale, in un esclusivo approfondimento per Agimeg. L’Italia vanta uno dei sistemi di gioco regolamentato più apprezzati al mondo, tanto da essere stato spesso preso come punto di riferimento da quei Paesi che hanno scelto di dotarsi di un sistema concessorio nazionale. Questo non significa, naturalmente, che il percorso sia stato privo di criticità. Negli anni ne abbiamo dovute affrontare diverse: alcune imprevedibili, altre conseguenza di decisioni legislative e regolamentari le cui logiche, ancora oggi, non risultano sempre facilmente comprensibili a chi il mercato lo conosce e lo vive dall’interno. È facile, osservando il settore dall’esterno, arrivare a giudizi immediati. Molto più complesso è ricostruirne la storia, comprenderne i meccanismi e distinguere le correlazioni dalle vere relazioni di causa ed effetto. Un esempio su tutti. Gioco online: l’innovazione come risposta alle criticità Come mai, dopo l’introduzione con il Decreto Dignità di un divieto estremamente restrittivo sulla pubblicità del gioco, il gioco online ha conosciuto una delle fasi di maggiore crescita della propria storia? Non ha funzionato il freno legislativo? La risposta è necessariamente più complessa. Nel processo, già in corso, di progressivo spostamento del consumo dal fisico — agenzie, corner, sale — al telematico, il Covid ha rappresentato un acceleratore straordinario e, in alcuni momenti, un vero moltiplicatore. L’abitudine tende naturalmente a rallentare i cambiamenti. Milioni di persone erano abituate a compiere determinate attività fisicamente e avrebbero probabilmente modificato quei comportamenti in maniera graduale. La pandemia ha interrotto improvvisamente quell’abitudine, lasciando per lunghi periodi il canale telematico ...




