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Petrosino, la mafia imponeva una tassa sulle slot: 850 euro al mese per poter lavorare. Tutti i dettagli della maxi inchiesta
La presunta organizzazione mafiosa operante a Petrosino, in provincia di Trapani, avrebbe gestito un sistema estorsivo nel settore delle slot. Le aziende che volevano installare e gestire gli apparecchi avrebbero dovuto versare 850 euro in contanti ogni mese, entro il giorno 15, come condizione per poter lavorare. L’inchiesta e il sistema dei pagamenti In un'inchiesta di Tp24 viene sottolineato che i pagamenti fossero effettuati da dipendenti dell’imprenditore V.C. e consegnati a esponenti della famiglia mafiosa locale. Il denaro sarebbe poi stato distribuito tra i membri dell’organizzazione e destinato anche al sostegno dei detenuti e delle loro famiglie. A consegnare materialmente il denaro sarebbero stati due dipendenti, F.A. e A.L.P.. I destinatari, secondo l’accusa, erano inizialmente M.B. e A.M.. Le indagini descrivono un sistema stabile e organizzato, in cui Cosa nostra non si limitava a chiedere il pizzo, ma avrebbe esercitato un controllo diretto sul mercato, decidendo chi poteva operare nel settore ...




