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Pubblicità giochi online, AGCOM contro Google: ecco la sentenza della Corte UE che chiarisce la responsabilità per i video YouTube
La Corte di giustizia dell’Unione europea si è pronunciata sulla responsabilità degli hosting provider in relazione ai contenuti che promuovono il gioco online. La decisione riguarda la controversia tra AGCOM e Google Ireland, relativa a una sanzione per la diffusione su YouTube di pubblicità di siti di gioco vietata dal Decreto Dignità. Secondo la Corte, l’attività di hosting non è intrinsecamente connessa ai giochi ed è quindi soggetta alle regole europee sul commercio elettronico. Tuttavia, Google non può beneficiare dell’esenzione di responsabilità quando, nell’ambito di un accordo di partnership commerciale, svolge un controllo dei contenuti tale da acquisirne una conoscenza sostanziale. La controversia tra AGCOM e Google La causa nasce da un rinvio pregiudiziale del Consiglio di Stato italiano nell’ambito della controversia tra AGCOM e Google Ireland, relativa a una sanzione inflitta a Google per la diffusione di pubblicità di siti di giochi d’azzardo, vietata dall’art. 9 del decreto-legge n. 87/2018, il cosiddetto Decreto Dignità. La controversia nasce dalla sanzione di 750.000 euro inflitta dall’AGCOM a Google per aver consentito la diffusione su YouTube di video che promuovevano siti di gioco, in violazione del divieto previsto dalla normativa italiana. Google ha impugnato il provvedimento sostenendo di essere un hosting provider e di beneficiare dell’esenzione di responsabilità prevista dalla direttiva sul commercio elettronico. Dopo una prima decisione favorevole a Google, il Consiglio di Stato ha chiesto alla Corte di giustizia dell’UE di chiarire due aspetti: se la direttiva si applichi anche ai video contenenti pubblicità di giochi d’azzardo e se Google possa invocare l’esenzione di responsabilità nonostante il rapporto di partnership commerciale con il creatore dei contenuti. La direttiva e-commerce si applica anche ai video con pubblicità di gioco Con riferimento alla prima questione, la Corte ha chiarito che, sebbene la direttiva escluda dall’armonizzazione ...




