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Salernitana in B, è tempo di giudizi e rifondazione

29 Aprile 2024

Per la matematica era solo questione di tempo: ormai tutti erano mentalmente rassegnati da mesi a una delle retrocessioni più meritate della storia del calcio. Tuttavia, quando l’arbitro ha fischiato tre volte e la serie B si è materializzata in via ufficiale, in tutti quanti noi è cresciuto un sentimento di tristezza. Si dirà che i drammi della vita sono altri e che stiamo parlando, in fondo, di un gioco, ma chi ha vissuto la rinascita della Salernitana raccontandola dalla C alla A non può che rammaricarsi per un salto all’indietro frutto di errori clamorosi. Nessuna componente è esente da responsabilità. La società ha smantellato un giocattolo perfetto, i due direttori sportivi hanno portato tanti calciatori non pronti per la A sottovalutando il caso Dia e il problema della difesa, Sousa è rimasto controvoglia, Inzaghi ci ha messo il cuore ma ha perso le due gare in casa con Genoa e Empoli, su Liverani inutile proprio pronunciarci oltre e il povero Colantuono ha ereditato una barca alla deriva senza riuscire a vincerne una. E’ chiaro che quando i numeri certificano un tale fallimento sportivo, la responsabilità principale è sempre in capo al presidente. E’ lui che, un anno fa, faceva promesse di ogni genere sbandierando la volontà di lottare per la zona sinistra e promettendo che giammai la Salernitana si sarebbe ritrovata in bassa classifica. Un’annata storta ...