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Slot, tassa 500 milioni: il Consiglio di Stato respinge ricorsi dei concessionari

19 Aprile 2025

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello proposto dai concessionari per la riforma della sentenza del Tar Lazio che aveva ritenuto legittima la nota ADM del 15.01.2015 che applicava la Legge di Stabilità e redistribuiva onere di pagamento di 500 milioni sulla filiera degli apparecchi. Secondo i giudici amministrativi sulla base della ctu la quota per singolo concessionario è proporzionata ai ricavi e compensi e ciò anche in considerazione che si è trattato di una misura una tantum. Ecco le conclusioni del Consiglio di Stato 1. La questione all’esame del Collegio attiene alla legittimità dei provvedimenti dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli con i quali, in attuazione dall’art. 1, comma 649, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, così come modificato dai commi 920 e 921 dell’art. 1 della l. 28 dicembre 2015 n.208, è stato chiesto ai concessionari e agli altri operatori della filiera che operano nell’ambito delle reti di raccolta del gioco per conto dello Stato, ai sensi dell'art. 110, comma 6, del regio-decreto 18 giugno 1931, n. 773, di versare la somma di 500 milioni di euro nel rispetto delle condizioni previste dalla suddetta normativa. 2. L’appello non è fondato. 3. In via preliminare occorre ricostruire il quadro normativo rilevante alla luce degli orientamenti giurisprudenziali che si sono formati in materia. 3.1. Nell’ordinamento nazionale i giochi e le scommesse (d’ora innanzi, per brevità, solo giochi) sono distinti in tre categorie (si riprende la ricostruzione già effettuata dal Cons. Stato, sez. IV, 31 gennaio 2023, n. 1071.) La prima categoria è costituita dai giochi vietati dall’ordinamento. Vi rientrano sia i giochi penalmente sanzionati che sono i giochi d’azzardo nei quali ricorre il fine di lucro e la vincita o la perdita è interamente o quasi interamente aleatoria (art. 721 cod. pen.), sia i giochi vietati dall’autorità di pubblica sicurezza per ragioni di natura pubblica. Il contratto è normalmente considerato avente causa illecita per contrarietà ...