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San Zaccagni, ma così non va: Italia, dov’è la mano di Spalletti?
Qualcuno oserebbe dire San Zaccagni e, neologismi a parte, la frase ci starebbe tutta. Se l’Italia è riuscita a pareghiare con la Croazia e, contestualmente, a qualificarsi agli ottavi targati EURO 2024, è solo grazie alla perla messa a segno dal centrocampista. E non, come ci si aspettava, dalla mano di Spalletti. Il ct azzurro, ancora una volta, non è riuscito a trovare il giusto assetto tattico. Mettendo in campo una squadra apparentemente demotivata e priva di personalità. Un’Italia orfana di fame e grinta. Caratteristiche, forse, appena accennate nel fotofinish della gara. Ritrovate durante la ricerca di un disperato pareggio, giunto grazie a San Zaccagni. E niente più. Difficile riuscire a scorgere, dopo la prova contro la Croazia, la tanto ricercata luce in fondo al tunnel. Ma soprattutto, la mano di Spalletti su una formazione effettivamente squadra, forse, solo nei primi 45′ minuti dell’esordio. Mateo Retegui, Italia* Da Retegui a Di Lorenzo: un’Italia raccapricciante Da Retegui a Di Lorenzo fino a giungere a Jorginho, Barella, Chiesa e Calafiori: che delusione! Non ci si aspettava nulla di tutto ciò! Una speranza svanita a partire dai primi minuti di gioco contro la Croazia, con un’Italia a dir poco raccapricciante. Mai in grado di presentarsi davanti al portiere, o quasi, durante i primi 45′ minuti di gioco. Non che il secondo tempo sia andato meglio. Solo il buon Zaccagni non ha affondato una lama letale alle idee spallettiane, venute decisamente meno. Con il bel calcio, tanto declamato, che ha lasciato spazio ad un’identità quasi del tutto assente. Le responsabilità di Spalletti sono evidenti, come ...




